Puntualmente, a ogni primavera, i cieli del Mediterraneo si riempiono del volo di milioni di uccelli di ogni specie che giungono dall’Africa sub-sahariana a nidificare nel territorio europeo.
Tra tutti gli uccelli i più appariscenti sono i rapaci, per le loro dimensioni e perché volano esclusivamente di giorno sfruttando le correnti termiche ascensionali, bolle di aria calda che si sollevano dal suolo riscaldato dai raggi solari.
Durante i loro viaggi migratori, gli uccelli rapaci sono soliti concentrarsi in gran numero in punti ben precisi del territorio dove il superamento di ostacoli naturali, come ad esempio estesi bracci di mare, viene facilitato da situazioni geografiche favorevoli.
Uno di questi punti è per l’Italia il Monte Conero. La sua minima distanza dalle sponde balcaniche (120 km circa) e i suoi 572 mt. di altezza a ridosso della linea di costa, ne fa un trampolino di lancio privilegiato dagli uccelli da preda per intraprendere l’attraversamento del Mare Adriatico: con continuo volo battuto (sul mare non si formano correnti termiche ascensionali) coprono questa distanza in circa 3h ½.
Nei mesi di aprile e maggio di ogni anno vengono censiti in transito sul territorio del parco circa 10.000 rapaci.
Tra di essi i più rappresentativi per numero di individui sono i Falchi pecchiaioli, i Falchi di palude, i Gheppi e i Falchi cuculi.
Assieme ai rapaci è facile osservare altri grandi uccelli veleggiatori (che adottano cioè lo stesso tipo di volo dei rapaci) come le Cicogne bianche, le Cicogne nere e le Gru.